Giardini del Polo bibliotecario di Potenza
Via Don Minozzi, 85100, Potenza
I giardini del Polo bibliotecario di Potenza sono concepiti come spazi dove sentirsi bene e volti a migliorare il benessere individuale e sociale, con benefici per la salute e lo spirito, come evidenziato da numerose ricerche scientifiche.
Il giardino al piano terra è una estensione naturale verso l’esterno della sala lettura, una sorta di giardino segreto, protetto e privilegiato, visibile dall’interno grazie all’ampia vetrata, e nasce con lo scopo di realizzare un laboratorio a cielo aperto sul mondo vegetale e sulla biodiversità.
Le piante sono raggruppate in diversi giardini tematici che trattano temi quali: il viaggio delle piante, le piante amiche degli insetti impollinatori, le piante erbacee perenni e le graminacee non allergeniche.
Tutti questi temi sono raccontati con pannelli didattici, associati a contenuti multimediali, per cui le frequenti visite guidate della biblioteca iniziano spesso dal giardino, che diventa così un importante esempio di sostenibilità e di sensibilizzazione alle problematiche legate alla crisi climatica, alla biodiversità e alla conoscenza delle piante.
Una parte importante di questo giardino botanico è dedicata
all’erbario del medico e botanico Orazio Gavioli (Potenza, 1871-1944), che dedicò i suoi studi soprattutto alla flora della Basilicata.
Nell’orto botanico didattico “Herbarium Gavioli” sono collocate una selezione delle piante, che sono tuttora visibili nel suo erbario conservato nella Biblioteca, raccolte personalmente agli inizi del Novecento in diversi luoghi della città e dei suoi
dintorni, che costituiscono un importante documento storico sul paesaggio e sulle sue dinamiche.
I giardini del Polo sono stati progettati per accogliere anche le
piante viaggiatrici, quelle migranti e le piante spontanee, definite spesso “erbacce” indesiderate. Ispirandosi a Gilles Clement, uno dei più famosi paesaggisti contemporanei, secondo cui tutte le piante sono degne di essere accolte in giardino, il progettista ha delineato un piccolo giardino in movimento, un giardino fatto appunto di piante spontanee, piante che vivono senza alcun sostegno da parte dell’uomo, senza irrigazione o concimazioni, senza alcuna potatura, tra cui l’Achillea millefolium presente nell’erbario Gavioli e una Robinia pseudoacacia, un albero originario del Nord America ritenuto un pianta infestante ma importante per le api e
altri insetti melliferi.
C’è una non casuale sintonia tra l’impostazione del Polo bibliotecario e quella dei suoi giardini. Il Polo incarna infatti una visione aperta di biblioteca e prevede un continuo scambio con l’esterno, la commistione di servizi, la compresenza di attività diverse, un’attenzione particolare verso categorie di persone (bambini, stranieri, disabili) che non rappresentano i tipici profili dell’utenza bibliotecaria (lettori forti, studenti, ricercatori).
Allo stesso modo, i giardini della biblioteca, sensibili ai cambiamenti climatici, rinnegano la distinzione tra piante autoctone e alloctone, tipica di una visione statica e immodificabile del paesaggio e di una concezione del giardino come luogo recintato e protetto, in cui è l’uomo a decidere quali piante possano stare e quali invece debbano essere escluse.
Gli spazi esterni della biblioteca sono accoglienti come i suoi
ambienti interni e invitano le comunità delle persone e delle piante a sentirli e viverli come propri.
Gli stessi temi sono presenti anche nel giardino pensile realizzato sulla terrazza da cui si gode una vista suggestiva
sulle campagne periurbane della città e sul quartiere S. Maria, architettonicamente pregevole.
Il giardino pensile, che ospita più di quattrocento piante, è
costituito da una selezione di specie vegetali selezionate per la poca manutenzione richiesta e il limitato fabbisogno idrico.
Il giardino pensile contribuisce al contrasto ai cambiamenti climatici poiché riduce il deflusso delle acque piovane che cadono sul terrazzo (una buona parte delle piogge viene assorbita dal terreno e dalle piante che poi rilasciano l’acqua attraverso l’evapotraspirazione, rimettendo in circolo l’acqua), al miglioramento del microclima dell’edifico attenuando il fenomeno denominato “isola di calore” e alla riduzione delle emissioni di CO2 in ambito urbano.
Questo sistema naturale così efficace e complesso è però anche uno spazio gradevole, attrezzato con pedane e panche a disposizione degli utenti per una pausa rigenerante oltreché scenario di attività all’aperto, come il concerto del quartetto d’archi che si è esibito in occasione dell’evento inaugurale avvenuto il 20 giugno 2024.
Tags
Giardino contemporaneo e Giardino pubblico
Accesso
Come raggiungerci
A piedi: accesso pedonale da Via Don Minozzi e da Via Ciccotti
In bicicletta: accesso da Via Don Minozzi, sono disponibili tre stalli per bici all'ingresso della biblioteca
Autobus: linee urbane Miccolis 1A e 7A (percorsi e orari), fermate Via Ciccotti o Via Don Minozzi
In treno: dalla stazione di Potenza Centrale prendere la linea urbana Miccolis 1A - Dalla stazione di Potenza Superiore procedere a piedi per 500 metri verso Via Don Minozzi fino alla sede della biblioteca
In auto: parcheggio libero su Via Don Minozzi

Luigi Catalani CC BY-SA 4.0